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Le posate monouso compostabili Ecozema resistono ai cibi caldi?

Sì, le forchette, i coltelli e i cucchiai Ecozema in Mater-Bi® sono progettati per resistere a una temperatura massima di 70°C. Sono ideali per il consumo di pasti caldi, zuppe e bevande, mantenendo la loro rigidità durante l’uso.

Si possono usare le posate in Mater-Bi nel microonde?

No, non è consigliato l’uso nel forno a microonde. Sebbene resistano fino a 70°C, le temperature raggiunte nel microonde potrebbero superare tale limite, compromettendo l’integrità del prodotto.

Le palette gelato e i cucchiaini da smoothie sono resistenti?

Sì, sia le palette gelato che i cucchiaini per smoothie sono realizzati con una formulazione di Mater-Bi® che garantisce ottima resistenza anche a basse temperature e una piacevole sensazione al tatto.


Dove si buttano le posate monouso compostabili Ecozema dopo l’uso?

Tutte le posate della gamma Ecozema devono essere smaltite nel contenitore della frazione organica (umido). Essendo certificate compostabili, verranno trattate negli impianti di compostaggio industriale per diventare fertilizzante naturale.

Cosa garantisce la certificazione EN13432?

La norma europea EN13432 certifica che il prodotto è biodegradabile e compostabile. Ciò significa che almeno il 90% del materiale si degrada entro 6 mesi in ambiente ricco di anidride carbonica ed entro 90 giorni in un impianto di compostaggio industriale.

La busta dei kit posate è anch’essa compostabile?

Sì, nei kit pronti all’uso (come il tris forchetta, coltello e cucchiaio), sia le posate che la salvietta e la bustina esterna sono realizzate in materiali biodegradabili e compostabili.


Quali sono i vantaggi dei kit posate imbustati?

I kit posate + salvietta offrono massima igiene per il servizio di asporto, mense aziendali e catering. Eliminano il rischio di contaminazione e velocizzano la distribuzione dei pasti.

Esistono confezioni per la vendita al dettaglio (Retail)?

Certamente. Ecozema propone confezioni dedicate alla GDO e ai consumatori privati, come le forchette, i coltelli e i cucchiai in confezioni da 20 o 40 pezzi, ideali per feste ed eventi domestici ecosostenibili.


posate compostabili sfuse
posate compostabili kit









Linea
S

Contenitore takeaway bagassa 450cc

Linea
M

Contenitore biscomparto eco

Poke, Insalate e Piatti Unici (Linea M): Il formato da 850 cc è lo standard per i piatti unici. Per chi offre menù combinati, il contenitore biscomparto da 1000 cc permette di separare la proteina dal contorno, mantenendo i sapori distinti.

Linea
L

contenitore triscomparto bio

Porzioni Famigliari e Grigliate (Linea L): Per fritti misti o grigliate, i volumi ampi come i 1350 cc e 1900 cc garantiscono capienza. Il triscomparto da 1210 cc è la soluzione tecnica perfetta per i bento box o i menù degustazione.



Domande Frequenti (FAQ) sui Contenitori in Polpa di Cellulosa Pure Pulp


2) Ostacolano il riciclo: Questi prodotti spesso non sono registrati correttamente nel sistema di smaltimento (CONAI). Risultato? Se li getti nel sacco della plastica, le macchine non li riconoscono: invece di essere riciclati, finiscono dritti all’inceneritore.

Se sei disposto a lavare i piatti, la scelta migliore resta sempre la ceramica o il vetro. Se invece hai bisogno della comodità dell’usa e getta, l’unica alternativa sostenibile è il monouso compostabile certificato.








🔴 Non disponibile | 🟡 Non sempre disponibile | 🟢 Disponibile




  • I piatti Charta contengono PFAS?

    No. La linea Charta è prodotta con una tecnologia che garantisce l’assenza di PFAS, utilizzando un rivestimento protettivo di origine vegetale (biopolimero) per la resistenza ai liquidi.

  • Posso usare i piatti Charta per cibi molto caldi?

    Sì. A differenza di molti prodotti compostabili che limitano il contatto a temperature medie, Charta è idoneo al contatto prolungato con alimenti oltre i 70°C.

  • Dove si buttano i piatti Charta dopo l’uso?

    Possono essere smaltiti nel contenitore della carta (se puliti) o nell’umido/organico (se sporchi), poiché conformi alla norma europea EN 13432 sulla compostabilità.

  • Dove vengono prodotti?

    Tutta la linea Charta è prodotta in Italia, garantendo standard qualitativi elevati e una filiera logistica ridotta.






Piatti cartoncino Charta

Dal recupero di materia ed energia allo sviluppo sostenibile”. È questo il motto di Ecomondo, l’evento di riferimento in Europa per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa che anche quest’anno, da martedì 8 a venerdì 11 novembre, animerà i padiglioni del Rimini Expo Centre.

Come per ogni edizione, Ecozema sarà presente con uno stand allestito all’interno dell’area Novamont, presso il Padiglione D1 – Stand 070, nel settore dedicato alla Bioeconomia Circolare.

In tale settore saranno presenti anche tutte le aziende che, come Ecozema, sviluppano o trasformano le bioplastiche per ottenere prodotti biodegradabili e compostabili certificati, impiegati in diversi ambiti tra cui il foodservice, la gestione della frazione organica e l’agricoltura.

Allo stand di Ecozema verranno esposte le applicazioni ideate, progettate e realizzate per i momenti di ristoro: dalle posate in Mater-Bi ai piatti in polpa di cellulosa, passando per i bicchieri in Ingeo™ P.L.A. e per molte altre soluzioni.

Stoviglie pratiche e resistenti che, terminato l’utilizzo, possono essere conferite nella frazione organica, come previsto dalla norma UNI EN 13432. Avviate agli impianti industriali di compostaggio, subiranno l’attività microbica degradandosi e trasformandosi in ottimo compost per le coltivazioni e per la rigenerazione del suolo.

Ti aspettiamo, dunque, alla Fiera di Rimini, dall’8 all’11 novembre, presso lo spazio espositivo di Ecozema: Padiglione D1 – Stand 070.

Un ulteriore passo in avanti, per sottolineare il nostro impegno nel perseguire il bene comune attraverso le nostre scelte aziendali e le nostre attività. Abbiamo, infatti, aderito ad Assobenefit, la prima realtà rappresentativa delle Società Benefit in Italia, primo Paese al mondo a dotarsi, già alla fine del 2015, di una legislazione specifica dedicata a questo tipo di imprese.

L’Associazione, costituita nel dicembre del 2018, concorre all’affermazione di un nuovo modello economico di sviluppo sostenibile. Le società che vi aderiscono sono, dunque, accomunate dalla volontà di continuare a promuovere, attraverso azioni concrete e tangibili, la sostenibilità nella sua triplice declinazione ambientale, economica e sociale.

Il compito di Assobenefit è proprio quello di sostenere le Società Benefit e di favorirne la crescita, fornendo strumenti operativi che facilitino il raggiungimento degli obiettivi sostenibili.

Aderendo ad Assobenefeit – afferma il Presidente di Ecozema, Antonio Munarinicondividiamo con altre realtà valori, esperienze e buone pratiche, incoraggiando lo sviluppo di un modello imprenditoriale sostenibile fondato sulla responsabilità e sulla trasparenza”.

Ponendo al centro le persone, le relazioni e il rispetto per l’ambiente – aggiunge l’AD di Ecozema, Armido Marana, il nostro storico modus operandi si sposa perfettamente con le attività promosse da Assobenefit e con le imprese che vi aderiscono, per concretizzare finalmente la tanto auspicata transizione in un’ottica di ecologia integrale.

Un nuovo strumento online per contrastare il commercio illegale di prodotti spacciati per applicazioni in bioplastica, biodegradabile e compostabile, ma in realtà non conformi alla normativa vigente. Si tratta dell’innovativa piattaforma creata da Assobioplastiche e dal Consorzio Biorepack (che anche Ecozema ha contribuito a costituire), presentata la scorsa settimana, a Roma, in occasione dell’assemblea generale di Assobioplastiche.

Tale piattaforma, cui si può accedere visitando il sito www.assobioplastiche.org, permette di segnalare eventuali irregolarità compilando una sezione finalizzata a raccogliere le informazioni necessarie. Al termine della compilazione, Assobioplastiche avvia una procedura di gestione della segnalazione grazie al supporto di tecnici specializzati. Verificata la sussistenza della violazione, viene attivata la fase di controllo da parte degli organi accertatori che, appurata l’anomalia, procedono con la presentazione di un esposto presso le autorità competenti.

Questo strumento all’avanguardia – commenta il Presidente di Ecozema, Antonio Munariniè molto utile non solo per aiutare le Forze dell’ordine a rintracciare i prodotti contraffatti, ma anche per responsabilizzare l’utente che, prestando ancora più attenzione al momento dell’acquisto delle applicazioni in bioplastica, potrà segnalare con un semplice click i manufatti potenzialmente illegali”.

La piattaforma – gli fa eco l’AD di Ecozema, Armido Maranaconsolida ulteriormente la preziosa collaborazione tra Assobioplastiche, Biorepack, le autorità preposte alla vigilanza e i cittadini. Una sinergica cooperazione che tutela la filiera, i consumatori e l’ambiente, favorendo l’immissione nel mercato di prodotti certificati e sicuri”.

Torna, anche quest’anno, l’attesissima edizione 2021 di WoW – Wheels on Waves: il progetto ideato e promosso dall’Associazione “Lo Spirito di Stella” ONLUS che, dal 2017, permette a persone di culture e abilità diverse di vivere l’esperienza unica e indimenticabile dell’uscita in mare in barca a vela. La missione del progetto è dimostrare che le barriere architettoniche si possono abbattere, lanciando l’appello di rispettare i valori sanciti dalla Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità.

L’imbarcazione sarà, come sempre, il mitico catamarano Lo Spirito di Stella che, dopo la sosta invernale, è nuovamente pronto a mollare gli ormeggi da Venezia per poi attraccare in otto diversi porti, toccati per 34 giornate di uscite riservate ad associazioni e famiglie: Rimini, La Spezia, Genova, Cagliari, Gaeta, Palermo, fino all’appuntamento finale di Brindisi dal 15 al 17 ottobre.

L’obiettivo di Wow 2021, che verrà ulteriormente illustrato nella Conferenza Stampa di martedì 1° giugno alle ore 11:00, è dimostrare, concretamente, come la disabilità non debba essere correlata all’idea di reclusione, ma che invece possa essere un’opportunità di vita. Ogni giornata sarà un concentrato di esperienze, emozioni e testimonianze e diventerà un simbolo di inclusione e di aggregazione.

Anche per questa edizione non poteva mancare il supporto di Ecozema che, in qualità di partner del progetto, fornirà le stoviglie biodegradabili e compostabili certificate per i momenti di ristoro.

Non ci resta che augurare buon viaggio ad Andrea e a tutto l’equipaggio!

Si è da poco conclusa l’International Compost Awareness Week, la settimana dedicata alla consapevolezza e alla promozione del compost quale risorsa imprescindibile per la tutela del suolo e per il contrasto al processo di desertificazione che sta interessando, sempre più diffusamente, il nostro pianeta.

Il compost, o ammendante compostato, è un fertilizzante organico ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici raccolti separatamente. Tale trattamento è frutto del compostaggio che, avvenendo in condizioni aerobiche controllate, decompone tramite microrganismi la sostanza organica e permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione.

Ma che cosa caratterizza il compostaggio e il compost, rendendoli così importanti per la salute del pianeta?

Ecco 6 punti che ne evidenziano le peculiarità:

1. il compostaggio contribuisce allo sviluppo dell’economia circolare, poiché consente di recuperare i rifiuti organici e i prodotti compostabili – come le soluzioni Ecozema per il foodservice – che, terminato il loro impiego, vengono smaltiti e trasformati in compost: dalla terra alla terra;

2. la produzione di compost, da utilizzare nella coltivazione del terreno, stimola la crescita dei microbi e assorbe il carbonio presente nel suolo, riducendo le emissioni di CO2;

3. aumentando la sostanza organica nel suolo, il compost incrementa la fertilità del terreno rendendolo più produttivo e facile da coltivare;

4. grazie a un elevato contenuto organico, il compost può assorbire fino a quattro volte il suo peso in acqua e può così sostituire, nelle zone umide, il materiale organico essenziale;

5. una corretta raccolta della frazione organica consente al rifiuto di trasformarsi in risorsa, favorendo la rigenerazione dei territori;

6. l’attività di compostaggio stimola la creazione di nuove opportunità lavorative nel settore dei rifiuti, in particolar modo nelle aree rurali dove il compost è un elemento notevolmente utile per l’agricoltura e per la salvaguardia del suolo.

Proprio nella salvaguardia del suolo è impegnata Re Soil Foundation, fondazione promossa dall’Università di Bologna, da Coldiretti, da Novamont e dal Politecnico di Torino, con l’obiettivo di dare impulso a un reale cambiamento a partire dalla tutela del terreno e dal concetto chiave di rigenerazione territoriale.

Il suolo – come sottolinea la Fondazione – è sotto i nostri piedi, ma non pensiamo mai al suo valore. Lo calpestiamo, lo maltrattiamo, ma un suolo sano e fertile è vita. È ora di prendercene cura e ognuno di noi può e deve fare la differenza”.